Recensioni

Una voce fuori dal coro

di Sergio Massironi, in: <L'Osservatore Romano>, venerdì 10 marzo 2017.

Critica a Lutero in nome della mistica

A cinquecento anni dalla Riforma protestante, quella di Marco Vannini è una voce fuori dal coro. Ed ecco Contro Lutero e il falso evangelo, (Firenze, Lorenzo de’ Medici Press, 2017, pagine 112, euro 12) il libro con cui si propone di rovinare la festa, non senza stimoli per la riflessione di tutti. «Mentre il mondo laico saluta in Lutero il fondatore di quell’individualismo di cui vive, le Chiese celebrano in lui un cristianesimo del mero sentire, senza spirito e senza verità». L’autore ha ben chiaro ciò che evangelo non è. Come il titolo lascia intuire, la sua non è ricerca, ma polemica. Vannini ha trovato: «L’evangelo è l’annuncio del Bene, della luce, presente in noi stessi. Non è il rimando a una esteriorità teologica». Duemila anni vengono tagliati col bisturi di un’unica idea: «Dalla filosofia, dalla più alta saggezza, abbiamo appreso che la nostra vera natura è spirito».

Marco Vannini, All’ultimo papa

di Roberto Celada Ballanti, in: <Humanitas>, 1/2016, pp. 182-184

C’è indubbiamente qualcosa di apocalittico nel titolo dell’ultimo libro di Marco Vannini - il noto e riconosciuto specialista di mistica speculativa che da sempre unisce e contamina un fine lavoro filologico di traduttore e commentatore dei classici di quella tradizione con la preoccupazione per la condizione spirituale contemporanea - che evoca gli ultimi tempi, i Novissimi, per quanto la prima impressione sia destinata a stemperarsi e correggersi appena si vada al Prologo del volume e si comprenda che «l’ultimo papa» allude al capitolo dello Zarathustra nietzschiano intitolato A riposo. Qui, in una scena di lugubre, oscura, infera potenza dantesca, il profeta della morte di Dio incontra la figura di un vecchio triste, dal viso magro, dalla mano affilata, che lo apostrofa chiedendogli aiuto, essendo smarrito e solo. Si tratta appunto dell’«ultimo papa». Ha servito fedelmente e fino alla fine il suo vecchio Dio e ora, dopo la sua morte, è «außer Dienst», a riposo, senza padrone, ma non libero, come invece è Zarathustra, il cui stesso annuncio del Gott ist tot è per lui l’alba di una nuova eternità, di una libertà che gli consente di scrivere sul caos, sopportandolo, assumendolo senza nostalgie metafisiche. Nell’ultimo papa, invece, domina la tristezza infinita della sera, la solitudine senza sponde di chi si sente orfano di quel Dio, perché le promesse non sono state mantenute, le fonti appaiono prosciugate, la terra è inaridita.

Le vere ragioni delle dimissioni di Ratzinger

di Paolo Rodari, <Repubblica>, domenica 3 aprile 2016.

Quali sono le ragioni delle dimissioni di Benedetto XVI? Gli intrighi di palazzo, la pedofilia, le carte trafugate… Ma cosa, in fondo, lo ha spinto a rinunciare? Se lo chiede il filosofo e teologo Marco Vannini, tra i massimi esperti di mistica cristiana, in All'ultimo Papa con una tesi che fa discutere: l'ultimo Papa è Benedetto. La risposta va oltre eventi contingenti per ritrovarsi nel «venir meno dei fondamenti storici della fede».

All'ultimo papa di Marco Vannini - Qui comincia

In conduzione: Anna Menichetti
Regia e consulenza musicale: Giorgio Spolverini

RAI 3: All'ultimo papa. Lettere sull'amore, la grazia e la libertà di Marco Vannini - Qui Comincia

Massimo Polidoro, Marco Vannini, Indagine sulla vita eterna

di Franca Bacco, in <Universa.Recensioni di filosofia – Anno 4, Vol. 2 (2015)> Università degli studi di Padova

Questo saggio, reso in forma di dialogo, si propone di indagare il tema del destino dell’uomo al di là della morte. I due autori hanno interessi e punti di vista molto distanti tra loro: Massimo Polidoro ha una formazione di tipo scientifico, Marco Vannini è filosofo e studioso di tradizioni mistiche. Il dialogo nasce in primo luogo dal desiderio di capire se esistano elementi sufficienti a sostegno della credenza in un aldilà, facendo ricorso alle convinzioni delle tradizioni occidentali e orientali. Dal momento che il problema della morte è in fondo il problema del senso della vita, innanzitutto gli autori si interrogano sul significato di “vita eterna”: una prosecuzione di una qualche forma di vita in un futuro infinito, o non piuttosto una diversa forma di vita che, proprio in quanto eterna, è già presente? Dopo una ricostruzione storico-antropologica delle antiche credenze riguardo al destino dell’uomo dopo la morte, gli autori dedicano l’ultima parte del saggio alle cosiddette “prove scientifiche” sulla vita eterna, attraverso l’analisi dello spiritismo e della parapsicologia.

L'AntiCristo di Marco Vannini - Qui Comincia

In conduzione: Anna Menichetti
Regia e consulenza musicale: Ennio Speranza

RAI 3: L'AntiCristo di Marco Vannini - Qui Comincia

Il ritorno dell’Anticristo

di Lucetta Scaraffia, in: <L'Osservatore Romano>, venerdì 31 luglio 2015.

La figura dell’Anticristo è presente, da quasi duemila anni, nelle culture di matrice giudaico-cristiana, e quindi anche nella tradizione musulmana, come immagine potente del male travestito da bene, e quindi ancora più pericoloso perché ingannatore. Sono sempre pochi gli eroi positivi che riescono a smascherarlo — cioè a vederlo con occhi diversi da quelli che lui stesso ha manipolato — e sono gli stessi che riusciranno a cacciarlo definitivamente dal mondo.

Non ci sarà l'apocalisse. Ma i veri anticristo sono dentro la Chiesa

di Camillo Langone, in: <Il Giornale>, martedì 7 luglio 2015.

Non bisogna temere una singola entità malvagia. Ma i tanti cattivi maestri

Siamo, siamo stati e saremo sempre circondati da Anticristi, questo ho scoperto leggendo L'Anticristo di Marco Vannini (Mondadori, pagg. 216, euro 20). Vannini è un filosofo che scrive come Emanuele Severino e quindi con stile apodittico, dritto come un treno e senza mai l'ombra di un dubbio.

L'Anticristo inventato molto prima di Cristo

di Maurizio Schoepflin, <Libero>, sabato 4 luglio 2015.

Po­trà sem­bra­re stra­no, ma l’An­ti­cri­sto è na­to pri­ma di Cri­sto. Ce lo ri­cor­da Mar­co Van­ni­ni, no­to stu­dio­so di mi­sti­ca e di spi­ri­tua­li­tà, nel vo­lu­me L’An­ti­cri­sto. Sto­ria e mi­to (Mondadori, pp.208, euro 20), quando menziona la presenza, in varie cosmogonie dell'Antico Oriente, della figura di un Antidio, «dragone primordiale, eterno avversario di Dio, forza delle tenebre, dell'abisso, opposto alla luce».

Tutti gli Anticristi che camminano tra noi

di Paolo Rodari, <Repubblica>, domenica 21 giugno 2015.

La storia del cristianesimo ha molteplici fili rossi. Fra questi ce n'è uno enigmatico e a tratti inquietante, la figura dell'Antidio o, per meglio dire, dell'Anticristo. Chi è? Per la Scrittura, Vangelo di Giovanni alla mano, gli Anticristi sono coloro che rifiutano la divinità di Cristo. Così per Marco Vannini, figura di spicco negli studi sulla tradizione mistica occidentale, che in L'Anticristo. Storia e mito, edito da Mondadori, racconta come in realtà gli Anticristi siano due.

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