Commento al Vangelo di Giovanni

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Commento al Vangelo di Giovanni

Meister Eckhart, Commento al Vangelo di Giovanni, Introduzione, traduzione, note e indici a cura di Marco Vannini, Città Nuova Editrice, 1992

Nato verso il 1260 ad Hochheim, presso Gotha, in Turingia, Eckhart compie i primi studi presso i Domenicani di Erfiirt, dove entra assai giovane come novizio. Li prosegue allo Studium generale di Colonia, fondato da Alberto Magno, e li perfeziona a Parigi, dove alcuni anni più tardi gli viene conferito il titolo di magister sacrae theologiae e dove in seguito, probabilmente, redige questo Commento al Vangelo di Giovanni, seppure in data assai difficile da precisare. Incerta è anche la data della sua morte, da collocare presumibilmente nel 1328.

Il Commento al Vangelo di Giovanni è la più ampia e significativa tra le opere latine di Eckhart, senza dubbio la più rilevante per impegno teologico. Il testo giovanneo permette al Maestro domenicano di sviluppare appieno la sua dottrina della generazione del Figlio nell'anima del cristiano, che, in quanto uomo giusto, uomo buono, homo nobilis, partecipa alla vita stessa del Logos. Tale dottrina, essenziale in Eckhart e presente anche in altre sue opere, è qui svolta in tutte le sue implicazioni filosofiche, e dunque in riferimento sia alla tradizione platonico-agostiniana, sia all'aristotelismo e al tomismo.

Per quanto riguarda la «fortuna» dell'opera, è indubitabile, ad esempio, che l'impianto di fondo del pensiero di Hegel sia intimamente ed essenzialmente eckhartiano. Proprio dopo aver letto il Commento al Vangelo di Giovanni, fanno profonda impressione certe pagine della Fenomenologia dello Spirito, senza per questo voler costruire un Eckhart hegeliano o un Hegel eckhartiano.

Al lettore scoprire il peso di Eckhart nella cultura filosofica e letteraria moderna, nonché le affinità notevolissime e i percorsi molto simili tra Eckhart e alcune correnti del pensiero orientale. Che l'insegnamento del Maestro domenicano non abbia niente da invidiare a quello dei maggiori maestri di spiritualità di ogni religione pare evidente proprio da questo Commento, un testo in cui confluisce e si fonde mirabilmente la migliore tradizione ellenica con quella biblica: il Vangelo del Logos che si fa Pneuma, della ragione che si fa Spirito.