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Villa Sciarra - Wurts sul Gianicolo
Via Calandrelli 25, Roma 00153

Giovedì 25 maggio, ore 17,30

Marco Vannini tiene una conferenza su:

Meister Eckhart, La via del distacco

anche in occasione della pubblicazione del libro omonimo (Lorenzo de' Medici Press, Firenze, pp. 126, euro 12)

 

Meister Eckhart - Commento al vangelo di GiovanniMeister Eckhart - Commento al Vangelo di Giovanni, Bompiani, Milano, 2017, pagine 1090, euro 40,00

«L’amore di se stesso, l’amore del bene personale: questa è la radice di ogni male, l’‘albero cattivo che dà frutti cattivi’ (Mt 7, 17).

In ogni opera, anche nel male, e nel male sia in quanto alla pena che in quanto alla colpa, si mostra e risplende ugualmente la gloria di Dio».

Del magistero universitario parigino del domenicano tedesco Eckhart (1260-1328 ca.), chiamato dai contemporanei proprio Meister, ovvero magister, questo Commento al vangelo di Giovanni è senza dubbio l’opera maggiore e più rilevante, giunta fino a noi dopo l’oblio di molti secoli: non a caso è da essa che sono state estratte alcune delle proposizioni più sconvolgenti tra quelle condannate come eretiche dalla Bolla papale In agro dominico (1327).
Il testo giovanneo – il vangelo di Dio come spirito e dell’uomo parimenti come spirito – permette infatti al magister di sviluppare appieno la sua dottrina mistica fondamentale: la generazione del Logos nell’anima dell’uomo completamente distaccato, che diviene così uomo divino, come il Figlio.

 

Conosci te stesso e conoscerai te stesso e Dio

All'esortazione del Dio in Delfi, primo dovere-diritto dell'uomo, risponde la mistica, da Meister Eckhart: “Chi vuole penetrare nel fondo di Dio, in ciò che ha di più intimo, deve prima penetrare nel suo fondo proprio, in ciò che esso ha di più intimo. In effetti nessuno può conoscere Dio, se prima non conosce se stesso”, a san Giovanni della Croce: “La conoscenza di se stessi, dal cui fondamento nasce la conoscenza di Dio”, ad Henri Le Saux: “Il primo compito dell'uomo è rientrare all'interno e incontrare se stesso. Chi non ha incontrato se stesso, come potrà incontrare Dio? Non si incontra il Sé indipendentemente da Dio. Non si incontra Dio indipendentemente dal Sé”.

La mistica è la filosofia, la vera prosecuzione della filosofia classica (si veda Mistica e filosofia). Un genere di vita, con cui si raggiunge la conoscenza di se stessi (si veda Storia della mistica occidentale).

Il metodo della filosofia è il medesimo della fede, ovvero il distacco (si veda Dialettica della fede). Toglier via il superficiale, l'accidentale, fare il vuoto ed eliminare le menzogne, comprese le menzogne religiose (si veda Prego Dio che mi liberi da Dio. La religione come verità e come menzogna).

La prima menzogna, che tutte le genera, è quella dell'io, della persona, dell'introvabile ego della psiche (si veda La morte dell'anima. Dalla mistica alla psicologia). L'illusione dell'ego è un prodotto dell'amore di sé, radice di ogni male. Perciò l'insegnamento evangelico è abrenuntiare se ipsum, togliere il falso se stesso e scoprire il vero io - non più l'egoità particolare, ma l'universale spirito: “Questo tu sei” insegna la Chandogya Upanishad, e Santa Caterina da Genova: “Il mio io è Dio, e non v'è altro io”.

Solo nell'universale dello spirito sono libertà e beatitudine: “Gioia perfetta che esclude il sentimento stesso della gioia, perché nell'anima non resta alcun angolo disponibile per dire <io>”; “Dire <io sono libero> è una contraddizione, perché a dire <io> è ciò che non è libero in me”, scrive Simone Weil.

Le Upanishad, il vangelo, la mistica, hanno un unico insegnamento (si veda La mistica delle grandi religioni). Conducono all'Uno, alla non-dualità, alla non alterità dell'essere: Aham asmi; ego sum.

Il vangelo non ha niente che vedere con la mitologia biblica - falsità nate per creare una comunità, religione dell'alterità di Dio - con la teologia paolina della redenzione, o comunque con le teologie, frutto dell'immaginazione. Il vangelo non è una mitologia, ma una Religione della ragione (vedi) non un illusorio sapere, ma un essere.

La stessa fede cristiana esige perciò una profonda riforma (si veda Tesi per una riforma religiosa). Si deve comprendere, all'interno stesso del cristianesimo storico, cosa sia l'essenziale, ed andare così verso una religione universale, in certo modo Oltre il cristianesimo.