Prossimi eventi

Margherita Porete: lo specchio delle anime semplici

Archibiblio Ferrara

Lunedì 18 febbraio 2019 - ore 17

Biblioteca Ariostea, Sala Agnelli

Via delle Scienze 17, FERRARA

incontro con

MARCO VANNINI

curatore dell'edizione italiana de

Margherita Porete:

lo specchio delle anime semplici

Conosci te stesso e conoscerai te stesso e Dio

All'esortazione del Dio in Delfi, primo dovere-diritto dell'uomo, risponde la mistica, da Meister Eckhart: “Chi vuole penetrare nel fondo di Dio, in ciò che ha di più intimo, deve prima penetrare nel suo fondo proprio, in ciò che esso ha di più intimo. In effetti nessuno può conoscere Dio, se prima non conosce se stesso”, a san Giovanni della Croce: “La conoscenza di se stessi, dal cui fondamento nasce la conoscenza di Dio”, ad Henri Le Saux: “Il primo compito dell'uomo è rientrare all'interno e incontrare se stesso. Chi non ha incontrato se stesso, come potrà incontrare Dio? Non si incontra il Sé indipendentemente da Dio. Non si incontra Dio indipendentemente dal Sé”.

La mistica è la filosofia, la vera prosecuzione della filosofia classica (si veda Mistica e filosofia). Un genere di vita, con cui si raggiunge la conoscenza di se stessi (si veda Storia della mistica occidentale).

Il metodo della filosofia è il medesimo della fede, ovvero il distacco (si veda Dialettica della fede). Toglier via il superficiale, l'accidentale, fare il vuoto ed eliminare le menzogne, comprese le menzogne religiose (si veda Prego Dio che mi liberi da Dio. La religione come verità e come menzogna).

La prima menzogna, che tutte le genera, è quella dell'io, della persona, dell'introvabile ego della psiche (si veda La morte dell'anima. Dalla mistica alla psicologia). L'illusione dell'ego è un prodotto dell'amore di sé, radice di ogni male. Perciò l'insegnamento evangelico è abrenuntiare se ipsum, togliere il falso se stesso e scoprire il vero io - non più l'egoità particolare, ma l'universale spirito: “Questo tu sei” insegna la Chandogya Upanishad, e Santa Caterina da Genova: “Il mio io è Dio, e non v'è altro io”.

Solo nell'universale dello spirito sono libertà e beatitudine: “Gioia perfetta che esclude il sentimento stesso della gioia, perché nell'anima non resta alcun angolo disponibile per dire <io>”; “Dire <io sono libero> è una contraddizione, perché a dire <io> è ciò che non è libero in me”, scrive Simone Weil.

Le Upanishad, il vangelo, la mistica, hanno un unico insegnamento (si veda La mistica delle grandi religioni). Conducono all'Uno, alla non-dualità, alla non alterità dell'essere: Aham asmi; ego sum.

Il vangelo non ha niente che vedere con la mitologia biblica - falsità nate per creare una comunità, religione dell'alterità di Dio - con la teologia paolina della redenzione, o comunque con le teologie, frutto dell'immaginazione. Il vangelo non è una mitologia, ma una Religione della ragione (vedi) non un illusorio sapere, ma un essere.

La stessa fede cristiana esige perciò una profonda riforma (si veda Tesi per una riforma religiosa). Si deve comprendere, all'interno stesso del cristianesimo storico, cosa sia l'essenziale, ed andare così verso una religione universale, in certo modo Oltre il cristianesimo.

Novità in libreria

Hans Denck: Scritti religiosiHans Denck: Scritti religiosi, Lorenzo de' Medici Press, pagine 90, euro 12,00

Questa che presentiamo, a cura di Marco Vannini, è la prima traduzione italiana degli scritti di uno dei personaggi più significativi della storia religiosa tedesca dei primi del XVI secolo. Nella sua breve vita (1500 ca.-1527), Hans Denck fu infatti testi­mone ed attore importante in quel periodo cruciale in cui stava nascendo la Riforma protestante.

 

 

 

Sabina Moser: Essere nell'eterno per vivere nel tempo. Gli Sabina Moser: Essere nell'eterno per vivere nel tempo. Gli "Scritti di Londra" di Simone Weil, Lorenzo de' Medici Press, pagine 120, euro 12,00

Il compito che l'autrice di questo saggio si è proposto è di mostrare il persistere fino al nostro tempo dei mali sociali, morali e culturali che nella prima metà del Novecento avevano. determi­nato la crisi irreversibile della civiltà europea e che Simone Weil si era impegnata a mettere in luce, suggerendone altresì correttivi germinati in lei da tutt'altra ispirazione rispetto a quella di cui quei mali erano ef­fetto, vale a dire la fede nella forza, osservata come principio primo della convivenza umana[ ... ]. E nel breve periodo ultimo, trascorso a Londra come impiegata del governo francese in esilio, che ella ha espresso un pensiero politico giunto a piena maturazione [ ... ].

 

 

Seicento distici di sapientiDaniel von Czepko: Seicento distici di sapienti, Lorenzo de' Medici Press, pagine 144, euro 12,00

Lo slesiano Daniel von Czepko (1605-1660)fu amministratore, giurista, politico, scienziato, teologo. Protestante, nella Germania straziata dalla guerra dei Trenta Anni, difese l’ideale di pace e tolleranza tipico dell’umanesimo di ispirazione mistica. Il suo capolavoro, i Sexcenta Monodisticha Sapientum, è la raccolta poetica che ha ispirato all’amico Angelus Silesius il Pellegrino cherubico e, al pari di questo, si può considerare una vera e propria summa della tradizione spirituale classica e cristiana.