Prego Dio che mi liberi da Dio - Ristampa

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Prego Dio che mi liberi da Dio - Ristampa

Prego Dio che mi liberi da Dio. La religione come verità e come menzogna, Bompiani, Milano 2022.

"L'esperienza dello spirito è proprio quella di una luce che tutto pervade, in libero e gioioso movimento in mezzo agli opposti, ovvero al di sopra di essi, signora dell'identico e del diverso, del bene e del male, del particolare e dell'universale."

Il dibattito tra credenti e non credenti, atei e cristiani, laici e laicisti infiamma tutti i settori della società. Eppure esso si svolge per lo più a un livello di superficie, tanto che si ha l’impressione che i ruoli si confondano: che i veri credenti siano gli atei, che i laici portino avanti ragioni che i chierici dimenticano e che le motivazioni dei laicisti combacino, per una strana alchimia, con quelle dei cattolici più ortodossi. Questi paradossi – come mostra Marco Vannini in questa magistrale riflessione – hanno radici profonde e non sono per nulla casuali: consistono nella dimenticanza di una serie di categorie che hanno attraversato la tradizione più alta dell’Occidente, a partire dalla filosofia greca, attraverso i mistici e i filosofi della modernità, sino a personalità come Simone Weil. Che Dio sia Spirito; che la religione sia essenzialmente un rapporto nello Spirito in cui Dio e uomo si muovono l’uno verso l’altro, l’uno nell’altro; che la vera religione sia uno spogliarsi della propria volontà, liberarsi dalla costrizione delle cose del mondo per entrare in una dimensione di libertà, di grazia. Questi concetti si sono via via eclissati a favore di rappresentazioni più comode di Dio e della religione, spesso ridotta a una dottrina morale, a una serie di precetti fisici, addirittura sessuali. Insomma a mito. E di questo oblio colpevoli non sono tanto i laici o gli atei ma, piuttosto, chi di questa tradizione doveva farsi depositario e custode: la Chiesa. E per questo, a volte, i veri atei, facendo piazza pulita dei falsi concetti della religione, sono più vicini allo Spirito di quanto non lo siano i falsi credenti. In questo viaggio controcorrente, Marco Vannini riallaccia i nodi profondi di una millenaria tradizione e riaccende fuochi che sembravano sopiti nella banalità delle discussioni odierne, formulando una proposta per credenti e non credenti di certo inattuale ma proprio per questo essenziale.


I La scoperta dello spirito

  1. Premessa
  2. La fonte greca
  3. L'interpretazione cristiana
  4. Distacco, grazia, libertà

II La religione come verità e come menzogna

  1. Fede e ateismo
  2. La menzogna teologica
  3. La verità delle religioni
  4. La falsità delle religioni

III Meister Eckhart: “Prego Dio che mi liberi da Dio”

  1. Essere l'essere
  2. Niente volere
  3. Niente sapere
  4. Religione e scienza
  5. Dio e anima
  6. Niente avere

IV Sebastian Franck: i paradossi del cristianesimo

  1. Umanesimo e mistica
  2. Il distacco
  3. Dialettica della fede
  4. Un Cristo “implicito”

V Simone Weil: presenza e assenza dio

  1. Pesanteur e necessità
  2. Necessità e libertà
  3. L'identità dei contrari
  4. Il vuoto, suprema pienezza
  5. La realtà e il bene
  6. Presenza di Dio
  7. Conoscenza di sé e amore di Dio
  8. Il “grosso animale”
  9. Cristianesimo e stoicismo

VI Un cristianesimo altro