Interventi

Annotazioni sul volume “Mistica e filosofia” di M. Vannini

Annotazioni sul volume “Mistica e filosofia” di M. Vannini. Presentazione di Gloria Germani, pp. 73-78. Nota critica di Athos Turchi, pp.  78-88, in : <Rivista di Ascetica e Mistica> 1/1997.

Disputa sulla mistica

Disputa sulla mistica, s.a, in: <La Nazione>, Firenze 18 ottobre 1996 [a proposito della “Disputa sulla mistica” tenuta a S. Spirito, Firenze, quello stesso giorno, tra Gianni Baget Bozzo, Massimo Cacciari e Marco Vannini, moderatore p. Ciolini].

Perché non capiamo la mistica

Sergio Givone, Perché non capiamo la mistica, in : <Avvenire>, 6 ottobre1996.

Mistica, il grande ritorno

Pierangela Rossi: Mistica, il grande ritorno. Interventi di Massimo Cacciari, don Divo Barsotti, Marco Vannini, Massimo Baldini, Rosita Copioli, in: <Avvenire>, 11 settembre 1996.

Una mistica speculativa come proposta spirituale

Giulio Colombi, Una mistica speculativa come proposta spirituale, in: <Humanitas>, XLIX, 3/ 1994, pp. 390394

Il divino nulla e il Cristo della storia

Giulio Colombi, Il divino nulla e il Cristo della storia, in: <Humanitas>, XLVI, 3, giugno 1991, pp. 403-416.

La Parola tedesca

Michele Ranchetti, La Parola tedesca, in : < Il Manifesto>, 14 maggio 1987.

Meister Eckhart, dialettico e mistico

Ferruccio Masini, Meister Eckhart, dialettico e mistico, in : <Rinascita>, 14 maggio 1982.

Il mistico Eckhart e le sue "Opere tedesche"

Innocenzo Colosio OP, Il mistico Eckhart e le sue "Opere tedesche", in: <L' Osservatore Romano>, 10 aprile 1982.

Cristiani sull'orlo dell'ateismo

Corriere della Sera - Religione, 14 febbraio 2010, pagina 38

di Giovanni Reale

Molti credono di sapere che cosa significhi essere «credenti» e essere «atei», ma in realtà i più in materia hanno idee tutt'altro che chiare e distinte. Un famoso giornalista si presentò a un uomo di grande statura spirituale per fargli una intervista su Dio dicendogli che, però, lui si considerava ateo. E si sentì subito rispondere: «Guardi che chi sia veramente credente e chi sia veramente ateo lo sa solo Dio». Dostoevskij pensava che, in un certo senso, l'ateo si trova al primo gradino della strada che porta a Dio, in quanto sente il problema.

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