Interventi

La proposta mistico-ellenica di Marco Vannini

Il Manifesto - Alias, 23 febbraio 2008

di Sabina Moser

Il nuovo libro di Marco Vannini, La religione della ragione (prefazione di Roberta De Monticelli, Bruno Mondadori, pp. 154, € 12,50), si inserisce a pieno titolo nella discussione, particolarmente vigorosa in questi anni, sul rapporto tra fede e ragione, ed è un tentativo, fuori dal coro, di superare gli accenti oppositivi che oggi sembrano prevalere (o fede o ragione, o fede o scienza). Diretta conseguenza degli studi sulla mistica e della costante indagine sul rapporto tra fede e ragione che da sempre caratterizzano l'autore (ricordiamo la recentissima riedizione del suo Mistica e filosofia, con la lucida presentazione di Massimo Cacciari), il libro guarda negli occhi la profonda crisi che sta vivendo il cristianesimo — una crisi che parte dall'illuminismo, ossia da quando la moderna scienza storica e filologica hanno dimostrato l'infondatezza storica della Bibbia e smontato le pretese soprannaturalistiche dei «libri sacri» e delle presunte «rivelazioni».

Mistica, l’enigma dell’Altro

Avvenire - Libri, 28 settembre 1996

di Bruno Forte

L’ultimo bel libro di Marco Vannini su Mistica e filosofia rivela ancora una volta la sua straordinaria competenza di storico e interprete della mistica. La lettura del volume, tuttavia, lascia perplessi. Anzi, non può non lasciare perplessi: in una mescolanza di citazioni e di giudizi fatti propri dall'autore, vi si afferma tra l'altro che la Sacra Scrittura va superata - «lasciata da parte come materiale per "asini" e "servi"» -, che la teologia è "idiozia", con particolare riferimento alla «profonda volgarità delle teologie della storia, pari solo alla loro stupidità e menzogna» che «il pensiero dell'Altro è il male, e il pensiero di Dio come altro il male per eccellenza» che la morale è "menzogna radicale", perché continua a distinguere «le cose a seconda di fini arbitrari, a dividerle in buone e cattive in corrispondenza alla loro utilità per questi fini» che la fede è vana, perché "credere" implica' ancora la distinzione fra il credente e Colui in cui si crede, che ebraismo e islamismo sono perciò pura idolatria, e tale è anche il cristianesimo quando ne ripeta l’impianto dualistico…

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