Novità in libreria: Meister Eckhart, Porfirio, Simone Weil, Roberto Celada Ballanti


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Meister Eckhart - La via del distaccoMeister Eckhart - La via del distacco, Lorenzo de' Medici Press, pagine 128, euro 12,00

Considerato unanimemente figura normativa di vita spirituale, quello che i contemporanei chiamarono "Meister", ovvero maestro, per eccellenza, il domenicano tedesco Eckhart (1260-1327 ca.) porta a compimento la grande lezione dei filosofi pagani, "che conobbero la verità prima del cristianesimo".
La grande lezione è la via del distacco, ovvero dell'abbandono di tutto ciò che è inessenziale, per trovare il nostro vero essere, il "fondo dell'anima", che non è l'ego psicologico particolare, ma l'universale spirito, Dio stesso.

Per il cristiano Eckhart, la via del distacco della filosofia antica è quella stessa insegnata dal Cristo: "Chi vuole essere mio discepolo, rinunci a se stesso", e conduce a condividere l'essenza del Figlio di Dio, del Logos, che nasce nell'anima nostra e la porta a beatitudine infinita.

Un insegnamento tanto sconvolgente quanto inconsueto, che non a caso fruttò al Meister l'accusa di eresia e la rimozione, per secoli, dal patrimonio comune del mondo cristiano.

Questa antologia, curata da Marco Vannini, traduttore italiano dell'intera opera di Eckhart, offre al lettore un quadro sufficientemente ampio della dottrina del Maestro domenicano.


Porfirio - Vita di Pitagora, Lettera a MarcellaPorfirio - Vita di Pitagora - Lettera a Marcella, Lorenzo de' Medici Press, pagine 72, euro 10,00

Alle origini della filosofia occidentale sta, circonfusa di leggenda, l'affascinante figura del sapiente cui si deve il conio della parola stessa "filosofia": Pitagora. Verso di lui anche Platone esprime la più profonda ammirazione, per cui non meraviglia che il platonico Porfirio scriva questa Vita di Pitagora, nella quale l'amore per l'antico maestro non è però disgiunto dal rigore storiografico.

Siamo al tramonto del mondo antico, quando il cristianesimo sta ormai soppiantando l'antica religione, per cui il pagano Porfirio (234-305 ca.) presenta in Pitagora la filosofia come genere di vita ascetico e religioso, in grado non solo di contrapporsi a quello cristiano, ma, anzi, di superarlo per verità.

Per lo stesso motivo scrive alla moglie la Lettera a Marcella, che a giusto titolo è stata definita "testamento morale dell'antichità": documento della elevatissima esperienza filosofico-religiosa neoplatonica, certamente alternativa a quella cristiana, ma dalla quale la mistica dello stesso mondo cristiano ha largamente attinto nel corso della sua storia secolare.

Questo libro presenta la Vita di Pitagora e la Lettera a Marcella di Porfirio in una nuova traduzione, con introduzione e note di Marco Vannini.


Simone Weil - Atene contro GerusalemmeSimone Weil - Atene contro Gerusalemme, Lorenzo de' Medici Press, pagine 112, euro 12,00

La caratteristica principale del pensiero di Simone Weil (1907-1943) è l'amore per la grecità, nella quale vede essenzialmente l'onestà, l'assenza di menzogna, che è prima di tutto la menzogna che si fa a noi stessi. È da questa onestà che deriva la verità, la bellezza, mai più raggiunte, delle creazioni dell'Ellade, a cominciare dall'Iliade.

Al contrario, nella Bibbia ebraica ella - pur di famiglia ebraica - vede il frutto della immaginazione, che ignora l'onestà e crea menzogne per fini di autoaffermazione, personale o sociale che sia. Di qui la necessità che il cristianesimo ritrovi il senso vero dell'evangelo, "ultima espressione del genio greco", per ritrovare la propria essenza, perduta nella commistione con la mitologia biblica.

Sono qui presenti testi weiliani - alcuni dei quali inediti in italiano - sufficienti a rendersi conto dell'impatto dirompente che il pensiero della filosofa francese, senza dubbio l'esperienza religiosa più significativa del XX secolo, ha nel nostro tempo, nel quale le Chiese hanno completamente rigettato la "fonte greca", abbracciando senza riserve la mitologia biblica.


Roberto Celada Ballanti - I tre anelli

Segnaliamo anche...

Roberto Celada Ballanti - La parabola dei tre anelli, Edizioni di Storia e Letteratura, pagine 254, euro 18,00.

Dalla più antica redazione conosciuta, la parabola della perla caduta nella notte, contenuta in un dialogo tra Timoteo I e al-Mahdī nella Baghdad del secolo VIII, alla terza novella della prima giornata del Decameron, fino al dramma teatrale illuminista Nathan il Saggio di Lessing, i racconti degli anelli, migrando tra Oriente e Occidente, trasformandosi, varcando confini identitari, ridisegnando mappe geopolitiche, schiudono nelle religioni del Libro – Ebraismo, Cristianesimo, Islam – un elemento di perturbante problematicità. Si tratta della ‘lacuna’ segnata dall’anello autentico confuso tra copie fatte forgiare da un buon padre – così nella versione di Boccaccio – per non mortificare nessuno dei tre figli, ugualmente amati, il cui esito è l’indistinguibilità del gioiello originale, il dubbio su chi lo possegga e sul luogo in cui rinvenirlo. È il ‘vuoto’ che, sospendendo la pretesa di un’origine esclusiva, ricorda alle religioni la vanità di ogni chiusura e intolleranza.